Intervista a Dgroove




Il 23 Settembre, durante la conferenza Integrare per semplificare le sfide: armonizzare i processi per bilanciare gli obiettivi, ospiteremo come azienda testimonial Dgroove.

Abbiamo intervistato Francesco Giachi, Amministratore Delegato di Dgroove.


1. La vostra realtà e una realtà giovane a partire dall’imprenditore: quali sono i bisogni che registrate maggiormente dai vostri collaboratori e collaboratrici?

C’è bisogno di un progetto in cui credere, di trovare sul lavoro stimoli personali per la propria crescita. Nel nostro settore, almeno, credo che sempre di meno le persone vengano a lavorare meramente per lo stipendio. C’è l’aspettativa di seguire progetti che appassionano, condurre attività interessanti che possano espandere il proprio orizzonte di competenze e di esperienze.

L’orientamento alla soddisfazione professionale è quindi intrinseco nelle generazioni prevalenti in azienda, che sono quelle della classe 80 e 90.


2. Il business model di Dgroove è reattivo rispetto alle evoluzioni della tecnologia e del mercato, quanto questo vi mette in condizione di rispondere al desiderio dei giovani e delle giovani di sperimentare nuove tecnologie ed assecondare le loro passioni?

Moltissimo, anche se è difficile far dialogare questo aspetto con le necessarie dinamiche di crescita economica e attenzione ai KPI caratteristici di un’azienda sana.


La ricetta che stiamo sperimentando è quella di coltivare le passioni e idee di tutti i singoli e allinearli alla visione aziendale, dove i numeri contano per forza. È uno sforzo di evoluzione culturale, dove ogni persona apprende nel profondo che un’azienda sana è sinonimo di benessere per tutti e viceversa.


I singoli sono chiamati ad assumersi responsabilità crescenti, crescere nel livello di autonomia operativa e decisionale e allinearsi alla vision aziendali. Ognuno gioca un ruolo fondamentale ed è parte integrante di un'organizzazione che si evolve all’unisono, senza lasciare nessuno indietro sulla strada.


La sfida è nel far capire che il vantaggio del singolo coincide col vantaggio del gruppo.


3. Queste stesse caratteristiche possono rivelarsi un’arma a doppio taglio rispetto alla produttività? Come avete risolto questo rischio?

Assolutamente. Va creato un equilibrio tra il vorrei e il potrei.


La negoziazione avviene su scala operativa, col lavoro di ogni giorno, dove cerchiamo di sensibilizzare le persone sull’importanza di ogni singola decisione e sull'impatto che ogni persona ha nell’organizzazione.

A seguire la negoziazione passa al livello strategico dove trasparenza e condivisione assoluta aiutano le persone a capire la direzione e i comportamenti da seguire per vivere al meglio il contesto aziendale.


Oggi la persona ottiene una piccola soddisfazione personale, e domani è conscia che dovrà prodursi in un altrettanto piccolo sacrificio per il benessere del gruppo e dell’azienda.

I progetti interni orientati a coltivare questo approccio nascono quindi per soddisfare entrambi i livelli.

4. Sappiamo che state portando avanti progetti di sviluppo interno, coinvolgendo tutta la popolazione. Questo sta aiutando le persone a sentirsi coinvolti? Le nuove generazioni quanto sono partecipativi allo sviluppo?


Sì, attraverso le analisi di clima periodiche sondiamo la partecipazione al progetto, dando rilevanza ai temi del benessere personale, il rapporto coi propri responsabili e la vicinanza ai progetti aziendali.


Le nuove generazioni presentano un necessario percorso di avvicinamento alla cultura aziendale, ma col giusto contesto le cose cambiano ed evolvono.


Succede che ogni tanto qualche persona si allontani dall’azienda, per non averne compreso a pieno la mission e le caratteristiche intrinseche, ma stiamo vedendo che questi allontanamenti sono spesso portatori di soluzioni positive per quelli che rimangono, che si trovano più vicini rispetto a prima.


Questo percorso sta aiutando molto ad attrarre nuove persone, che cominciano ad avvicinarsi all’azienda in quanto ritenuta dall’esterno un posto di lavoro in cui si da importanza ad alcuni aspetti legati al benessere e alla persona al centro, creando quindi quel fenomeno di attrazione automatica, che sarà uno dei pilastri per l’azienda e per la sua crescita.


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